Il promontorio di Capo Milazzo, compreso fra il Golfo di Patti ed il Golfo di Milazzo racchiude peculiarità naturalistiche uniche e preziose. Colori e profumi che animano un tratto di costa frastagliata, uno specchio di mare verde smeraldo e secche piene di fauna e flora marina. Un’esplosione di natura che si colloca tra i vulcani Etna e Stromboli. L’Area Marina Protetta di Capo Milazzo è, senza dubbio un vero e proprio paradiso naturale. Oltre quindici percorsi d’immersione in fondali caratterizzati da Gorgonie Bianche e Gialle, praterie di Posidonia Oceanica e Corallo Nero.

Immergendosi nei fondali del Promontorio di Capo Milazzo si ha la possibilità di ammirare una ricca biodiversità tipica del mar Mediterraneo dove un coralligeno particolarmente colorato e coralli molli di vario genere trovano l’habitat ideale per svilupparsi. Un mare rigoglioso fatto anche di grotte spettacolari e i ricchi giacimenti fossiliferi oggetto di studio per ricercatori provenienti da tutto il mondo.

Il Promontorio di Capo Milazzo offre anche l’opportunità di percorre sentieri naturalistici di rara bellezza. E’, infatti, possibile osservare il volo di uccelli migratori come il Martin Pescatore e il Falco Pellegrino e lungo i percorsi una ricca flora tipica della macchia mediterranea.

Trekking su un sentiero di Capo Milazzo

SENTIERI

Sono numerosi i percorsi naturalistici che si snodano a Capo Milazzo, il più conosciuto è quello che conduce alla rinomata “Piscina di Venere”, che si affaccia sul mare,nel cuore dell’AMP. Affascinante anche il sentiero della “Fondazione Lucifero” sulla costa di ponente e “u nfennu e Paradisu” su quella di levante, un sentiero a strapiombo sul mare.

La grande biodiversità, sia sopra che sott’acqua, testimonia la ricchezza ineguagliabile del territorio; molte delle specie rare che risultano inserite nelle liste di protezione. Alto anche l’interesse storico ed archeologico, come testimoniato dai numerosi ritrovamenti sia sulla terraferma che sott’acqua.


Area Marina Protetta

Il mare di Capo Milazzo presenza delle peculiarità naturalistiche, quella che è più evidente è certamente la ricchezza di Gorgonie.

 

In successione verso le profondità, la prima che incontriamo è la Gorgonia bianca, poi la gialla ed ancora più giù (ma già dai 30 metri) grandi “ventagli” di Gorgonia rossa (Paramuricea clavata) A nord della Secca di Ponente, recenti campagne di ricerca dell’ISPRA hanno portato alla scoperta di una vasta foresta di Corallo nero (Antipathella subpinnata). In nome è legato al colore nero dello scheletro, mentre i polipi sono di colore bianco.

Nelle profondità marine del Promontorio troviamo anche il Falso corallo nero Savalia savaglia o Gerardia savaglia, una specie parassita di altre gorgonie rigorosamente protetta (il nome deriva dal colore dello scheletro interno, che è simile a quello del Corallo nero Antipathella subpinnata).
Ma l’organismo più affascinante che troviamo sul lato occidentale della secca è certamente la rarissima Stella gorgone (Astrospartus mediterraneus). Ha cinque braccia, che si ramificano più volte formando decine di bizzarre ed eccentriche spirali, con le quali si aggrappa alle gorgonie. È un filtratore passivo che si nutre di plancton tramite i tentacoli aperti. L’avvistamento di questo straordinario animale è un’emozione davvero unica e la sua presenza nelle nostre acque è certamente un’ulteriore dimostrazione della grande biodiversità del mare di Capo Milazzo.

Importantissima la presenza, lungo gran parte del perimetro del Capo, la presenza di Posidonia oceanica. Tutt’attorno al capo infatti si estendono immense praterie di quest’importante vegetale. Non un’alga, come viene spesso erroneamente considerata, ma un’angiosperma (pianta a fiore) acquatica. E’ un fondamentale indicatore biologico dello stato di salute del mare poiché tende a diradarsi quando l’acqua subisce alterazioni qualitative. La sua presenza massiva è dunque un buon indice di salute generale del mare di Milazzo. La Posidonia ricopre un fondamentale ruolo ecologico in quanto al suo interno vivono numerosi organismi; tantissimi sono anche gli animali che la utilizzano come nursery depositandoci dentro le uova: il posidonieto è quindi uno degli ecosistemi più importanti del mar Mediterraneo.

Ma questo mare riserva forti emozioni anche per chi ama vedere la fauna ittica, per la grande quantità di pesci che ospita. Frequentemente, specie nelle secche, ci si può trovare attorniati da grandi banchi di Barracuda mediterraneo (Sphyraena viridensis) “aluzzu” e di vedere in acque libere numerosi esemplari di Cernia rossa (Mycteroperca rubra) e Cernia dorata o Dotto Epinephelus costae). La fauna ittica inoltre  prospera con un gran numero di saraghi, musdee, corvine, dentici e Scorfani.A basse profondità, le pareti riccamente incrostate e coloratissime si prestano bene ad attività come lo snorkeling; ma le emozioni più forti si provano immergendosi con le bombole. In autunno, sempre a basse profondità, è possibile assistere allo spettacolo della predazione dei tonnetti e altri pelagici su acciughe, sardine, latterini e vari piccoli pesci. Nascosta tra le fessure delle rocce è possibile individuare l’Aragosta (Palinurus elephas) un crostaceo che non possiede grosse chele come l’astice con cui viene spesso confusa. Caratteristica è la presenza di molte grotte subacquee, le cui pareti interne brulicano di centinaia di esemplari di Parapandalo.A Capo Milazzo si incontrano molti “bioindicatori” marini ovvero organismi particolarmente sensibili a cambiamenti derivanti da fattori inquinanti: il Dendropoma petraeum, il Lithophyllum lichenoides, la Posidonia oceanica etc. La loro presenza dimostra che il mare di Capo Milazzo gode di un’ottima salute.La grande biodiversità, sia sopra che sott’acqua, testimonia la ricchezza ineguagliabile del territorio; molte le specie rare che risultano inserite nelle liste di protezione.

Alto anche l’interesse storico ed archeologico, come testimoniato dai numerosi ritrovamenti sia sulla terraferma che sott’acqua. Tutta questa ricchezza è stata maggiormente salvaguardata con la nascita di questa AMP.

Dott. Carmelo Isgrò, biologo, fondatore del MuMa – Museo del Mare di Milazzo.



Paramuriacea, foto di Giovanni Isgrò
Granchio ripreso da un sub nell'Area marina protetta
Sabella Pavonina
Cerianto
Subacqua Capo Milazzo